A distanza di due anni e mezzo dall’ultimo capitolo, RIDE 6 è il nuovo prodotto di casa Milestone per l’apprezzato franchise, pensato come una versione alternativa a titoli come Gran Turismo, ma declinata al mondo delle due ruote.
Lo studio milanese ha annunciato il gioco in pompa magna, promettendo molte novità, a partire dal rework completo della modalità Carriera, fino a nuove categorie di moto e altri contenuti. Abbiamo trascorso diverse ore con il gioco e siamo pronti a condividere la nostra opinione: accendete i motori, ecco la nostra recensione di RIDE 6!

| Il cuore del gioco: RIDE Fest
Non appena si avvia RIDE 6, ci troviamo catapultati in un menu tutto nuovo, che mette subito in risalto la principale novità del titolo: RIDE Fest. Questo fantomatico festival dedicato alle moto (vi ricorda qualcosa?) funge da vero e proprio hub centrale, dal quale è possibile accedere comodamente a tutte le modalità di gioco presenti.
Se l’idea ricorda il concetto di Forza Horizon, alla realtà dei fatti le due cose non potrebbero essere più distanti: non c’è un open world pieno di cose da esplorare, ma solo un qualcosa che funge da sfondo alla modalità Carriera e al menu principale.

| Una Carriera plug and play
La modalità che cercherete subito nell’hub centrale è la Carriera, vero fiore all’occhiello di RIDE 6. Questa si articola in diverse aree tematiche, all’interno delle quali dovremo affrontare varie tipologie di gare, per sbloccare punti che permettono di accedere ad altri eventi.
Il numero di eventi è semplicemente abnorme, ma la struttura è rapida: ogni gara si svolge su un numero ridotto di giri (tranne le gare endurance), rendendo il tutto quasi “sbrigativo”, ma con il grande vantaggio di un’esperienza plug and play: potete lanciarvi nelle gare della modalità Carriera in modo disimpegnato, senza dover necessariamente tryhardare.

| Categorie di moto e sfide fuoristrada
RIDE 6 introduce diverse novità anche nelle categorie di moto guidabili. Potremo infatti usare le Bagger, le tipiche moto americane dotate di bagagli laterali, ma anche moto enduro, motard e maxiscooter, che a mio avviso risultano la categoria più intrigante e divertente da guidare. Con queste tipologie di moto, ci sarà quindi anche da affrontare tracciati fuoristrada.
Qui emerge quella che considero una vera nota dolente: non si notano infatti grandi differenze tra i vari tipi di pista. Guidare su asfalto o su sterrato è quasi la stessa cosa, con la sola differenza di poter impostare in modo diverso le curve.

| Modelli di guida e gestione dell’IA
Un’altra novità è la possibilità di scegliere tra due modelli di guida: la modalità Arcade, semplificata con gli aiuti attivi, e la modalità Pro, personalizzabile secondo le proprie preferenze.
L’unico modo per ravvisare una differenza tra i due modelli è disabilitare tutto, abbassando a 0 gli aiuti elettronici; altrimenti il confine tra i modelli resta poco marcato. Questo è un peccato, perché avrebbe certamente aiutato a raccogliere sia l’utenza soft, che preferisce un’esperienza più guidata, sia quella hardcore, che ama avere il controllo manuale su tutto.
Anche RIDE 6 si porta dietro alcuni difetti storici di Milestone, come ad esempio la gestione dell’IA: la difficoltà è adattiva in base alle vostre prestazioni, ma permane il solito problema degli altri piloti che si comportano in maniera poco naturale, facendo curve come se non ci foste oppure alternando atteggiamenti passivi a performance quasi imbattibili.

| Modalità e contenuti extra
RIDE 6 presenta diverse novità anche per quanto riguarda le altre modalità e tutte le attività di contorno all’offerta della modalità Carriera.
Come prima novità, è stata inserita la Bridgestone Riding School, un vero e proprio tutorial per chi si avvicina per la prima volta al gioco. È una modalità interessante, ma con il difetto di risultare troppo accomodante: per svolgere una missione bisogna selezionarla, avviarla dal premenu, guardare l’IA completarla e solo poi giocare, rendendo il tutto troppo prolisso.
Naturalmente sono presenti anche le modalità per la partita veloce e per il multiplayer, ma tra le altre cose ci sono anche il concessionario, che permette di acquistare veicoli nuovi e usati, l’editor e il garage. Il tutto funziona abbastanza bene, ma non riesce a togliersi di dosso l’impressione di essere un mero riempitivo oltre la Carriera.
| Il comparto tecnico
RIDE 6, giocato su PC, sfrutta bene la potenza di Unreal Engine 5, ormai diventato il motore grafico di tutte le produzioni Milestone. A livello di impostazioni le opzioni di scalabilità sono limitate, ma la performance resta comunque solida e il frame rate stabile.
Sulle piste fuoristrada, come il Parco Enduro delle Alpi immerso in una foresta, si notano piccoli problemi di caricamento delle texture e di alcuni elementi ambientali, ma sono davvero inezie che non intaccano in alcun modo l’esperienza di gioco. Il comparto audio svolge il suo ruolo, ma senza eccellere, limitandosi ad accompagnare l’esperienza in pista.

| In conclusione…
RIDE 6 è un capitolo che cerca di ridare lo slancio a una serie che, soprattutto nell’ultimo episodio, aveva mostrato l’esigenza di cambiare. Certo, la formula di gioco non viene stravolta, ma l’introduzione del RIDE Fest può avere del potenziale anche nei prossimi mesi, considerando che Milestone ha promesso un ampio supporto al titolo.
Il gioco non è esente da difetti, alcuni dei quali ormai storicizzati, ma RIDE 6 resta un’esperienza solida che i fan del motorsport potranno sicuramente apprezzare, grazie alla grande mole di contenuti e alle tantissime moto e circuiti presenti nell’offerta.
Giocato su PC. Ringraziamo Milestone per la Press Copy.