The Walking Dead: Streets of Survival è il picchiaduro rétro a scorrimento laterale in pixel art di Odaclick Game Studio, pubblicato da Trailmark Games. Disponibile dal 18 settembre scorso, il titolo porta in un videogioco la spietata atmosfera dell’universo televisivo di AMC.
Sebbene l’estetica rétro cerchi di catturare la tipica nostalgia dei vecchi classici da sala giochi, l’esperienza complessiva si dimostra fragile e limitata nella sua struttura. Di seguito vi proponiamo un’analisi della produzione, suddivisa nei suoi aspetti principali.
| Una campagna nel cuore della “Guerra Totale”
La campagna principale costruisce le sue fondamenta narrative su uno dei momenti più celebri e drammatici della serie: l’arco della “Guerra Totale”. Gli eventi rielaborano fedelmente gli scontri brutali della settima e ottava stagione dello show, concentrandosi sul conflitto tra il gruppo dello sceriffo Rick Grimes e gli spietati Salvatori guidati dal carismatico Negan.
I giocatori vengono guidati attraverso 11 livelli lineari che riproducono fedelmente le ambientazioni più iconiche della serie, tra cui l’insediamento fortificato di Alexandria, la comunità agricola di Hilltop e l’oscura roccaforte industriale del Santuario.
Sotto il profilo narrativo, il gioco funge principalmente da omaggio per gli appassionati di vecchia data. Non vengono introdotte sottotrame inedite né scelte morali in grado di deviare gli eventi; la storia si articola attraverso dialoghi testuali e brevi sequenze che collegano i vari scenari, limitandosi a fornire un pretesto per giustificare le continue ondate di violenza.
| Un’azione che non convince fino in fondo
L’esperienza di gioco si fonda su un sistema di combattimento arcade a scorrimento laterale. È possibile vestire i panni di tre storici sopravvissuti fin dall’inizio – Rick Grimes, Daryl Dixon e Michonne – mentre l’antagonista Negan è sbloccabile successivamente.
Ciascuno di essi è caratterizzato da armi e stili di offesa unici: la letale katana di Michonne predilige il rapido corpo a corpo, la balestra di Daryl si concentra sugli attacchi a distanza e la fidata Magnum di Rick offre invece un approccio più bilanciato.
Una delle meccaniche più riuscite riguarda proprio la gestione delle armi da fuoco: il reticolo di mira cambia ampiezza nel tempo e, sparando nel momento in cui si stringe al massimo, permette di infliggere dei danni critici devastanti. Considerata la scarsità cronica di munizioni, questa dinamica dona una piacevole sfumatura tattica a un’azione altrimenti caotica.
Un altro elemento lodevole in The Walking Dead: Streets of Survival è l’interazione sul campo di battaglia tra i non morti e i Salvatori umani. È infatti possibile sfruttare le orde di zombi a proprio vantaggio, attirandoli verso i nemici per far sì che si attacchino a vicenda.
Tuttavia, il gameplay mostra presto il fianco a vistosi problemi di bilanciamento e superficialità strutturale. Le combo corpo a corpo risultano ripetitive e lasciano poco spazio alla sperimentazione o alla reale diversificazione tra i vari personaggi.
A ciò si aggiunge una gestione frustrante della mobilità: la capriola, utile a schivare i colpi, presenta un tempo di ricarica eccessivamente lungo, spezzando il ritmo dell’azione e rendendo i combattimenti con i boss ingiustificatamente ostici rispetto ai nemici comuni. L’aspetto più penalizzante è però l’assenza di una modalità cooperativa, locale o online.
| Una buona veste rétro, con qualche sbavatura
Sotto il profilo visivo, The Walking Dead: Streets of Survival adotta una direzione artistica basata sulla pixel art bidimensionale. Questa scelta stilistica rappresenta indubbiamente l’elemento più riuscito e convincente dell’intera produzione. I programmatori di Odaclick Game Studio sono stati in grado di rendere i volti e le movenze dei protagonisti riconoscibili.
Sfondi e ambientazioni godono di una buona cura nel dettaglio dei singoli sprite, restituendo la giusta sensazione di decadimento post-apocalittico. Il quadro tecnico complessivo risente però di alcune sbavature sul fronte dell’ottimizzazione e del comparto sonoro.
La colonna sonora è composta da tracce monotone che si ripetono ciclicamente in ogni livello, diventando alla lunga noiose. I tempi di caricamento tra una transizione e l’altra risultano inspiegabilmente lunghi e non mancano, infine, piccoli glitch grafici legati alle collisioni degli sprite e alla gestione delle hitbox nelle situazioni più affollate.
| In conclusione…
The Walking Dead: Streets of Survival si è rivelata un’opera fortemente polarizzante. La campagna principale si completa in circa 2 o 3 ore, una durata che non rappresenterebbe un limite per una gioco arcade, se non fosse accompagnata da un sistema di progressione privo di reali incentivi che possano spingere il giocatore a tornare sui propri passi
La presenza di piccoli alberi delle abilità da sbloccare accumulando la valuta di gioco comune non basta: la ripetitività degli scontri e l’assenza di una modalità cooperativa contribuiscono inevitabilmente a smorzare sul nascere il desiderio di ricominciare l’avventura.
In definitiva, The Walking Dead: Streets of Survival è un gioco consigliato quasi esclusivamente ai fan più accaniti del franchise, desiderosi di rivivere le atmosfere della Guerra Totale in una veste grafica rétro. Gli amanti dei picchiaduro tradizionali troveranno invece in altri giochi esperienze decisamente più rifinite, complete e strutturate.
Giocato su PC. Ringraziamo Trailmark Games per la Press Copy.