Lo sappiamo tutti: sebbene l’Italia non parteciperà, tutti guarderemo i Mondiali di calcio. Anche nel mondo videoludico la cosa è ben chiara: non a caso, in questi giorni stanno uscendo tantissimi nuovi titoli dedicati allo sport più bello del mondo.
Tra questi figura anche Beat The Champions, un titolo che non punta al realismo di eFootball e EA Sports FC, ma che comunque vuole farci vivere l’esperienza della massima competizione calcistica, strizzando l’occhio ai vecchi titoli arcade degli anni ’90 nelle sale giochi.
Il titolo dello studio spagnolo Purple Play si è avvalsa della collaborazione della Federcalcio argentina, permettendo così all’utenza di giocare o sfidare le grandi leggende della nazionale albiceleste, come Messi, Maradona e altri. Ma non solo: pur senza la licenza dei nomi, nelle squadre presenti si possono trovare anche grandi nomi storici del calcio mondiale.
| Un gameplay profondamente arcade
Come già detto, in Beat The Champions non conta il realismo: siamo di fronte a un gioco completamente arcade. La cosa è evidente fin da subito, quando nel tutorial ci vengono spiegate tutte le basi del gameplay. È possibile correre, dribblare, passare il pallone e tirare e, fin qui, nulla di particolarmente nuovo o innovativo per un titolo calcistico.
Il tutto cambia però con la presenza di un sistema di abilità speciali, attivabili con la combinazione di tasti L1/LB + Quadrato/X del controller. Ogni giocatore, a seconda del ruolo, possiede un’abilità diversa, dallo scatto bruciante al dribbling implacabile fino ad arrivare al tiro potente, la cui riuscita dipende da un quick time event da eseguire nel giusto tempismo.
Qui emergono due aspetti: il primo è l’innegabile somiglianza del gameplay con quello di Captain Tsubasa Rise of New Champions; il secondo è che l’abilità del tiro potente diventerà prestissimo la vostra migliore amica. Azzeccare il QTE equivale quasi sempre a un gol, da qualsiasi posizione del campo, e rappresenta molto spesso l’unico modo per segnare.
Invece, per quanto riguarda la fase difensiva, il gioco urla arcade da tutti i pori. Possiamo effettuare scivolate e intercetti a volontà senza preoccuparci di commettere fallo: i falli, semplicemente, non esistono, fatta eccezione per quelli dentro l’area di rigore. Basterà quindi colpire l’avversario per rubargli il pallone, praticamente in qualsiasi situazione.
| Modalità varie, ma con due grossi problemi
In Beat The Champions sono presenti più modalità: potremo giocare una partita veloce, creare un torneo personalizzato oppure affrontare il Mondiale 2026 scegliendo una delle 48 squadre che prendono parte alla competizione iridata. Nel gioco sono presenti anche altre nazionali che non partecipano al torneo, tra cui anche quella italiana.
Ed è proprio qui che emerge quello che probabilmente è il difetto più grande della produzione: l’assenza di modalità multiplayer. In un panorama di giochi sportivi che, di fatto, difficilmente possono esistere senza la possibilità di sfidare altri giocatori reali, questa mancanza risulta quasi inaccettabile, anche per un titolo lontano dagli standard produttivi dei tripla A.
Questo ci porta a un altro grande problema che affligge Beat The Champions: l’IA. Per metterla alla prova, abbiamo deciso di tentare la conquista del Mondiale con quella che sulla carta è una delle squadre più deboli del torneo, l’Uzbekistan. Alla massima difficoltà abbiamo vinto tutte le partite, segnando in media nove gol contro ogni avversario incontrato.
Ora, per quanto sia stato divertente vedere la versione virtuale e senza licenza di Eldor Shomurodov alzare al cielo la Coppa del Mondo, questa circostanza mette in evidenza un’IA decisamente troppo facile da sovrastare. Alla lunga, questo difetto finisce per pesare molto sull’esperienza: vincere ogni partita con scarti così ampi finisce per generare monotonia.
| Comparto tecnico senza fronzoli, ma funzionale
Beat The Champions su PC non mostra particolari problemi a livello di prestazioni. Il frame rate è stabile e non si riscontrano problemi di caricamento delle texture o simili, ma si tratta di un gioco da prendere così com’è, dato che non è possibile intervenire con settaggi grafici.
Va detto che il titolo non è affatto pesante e non richiede impostazioni grafiche particolari, anche se quantomeno la possibilità di regolare le proporzioni dello schermo non sarebbe stata male. Lo stile grafico è comunque particolare, con un formato cartoon piuttosto piacevole.
Per quanto riguarda invece il comparto audio, sono presenti musiche molto semplici nei menu e la possibilità di attivare o disattivare gli effetti sonori, che possiamo comunque definire abbastanza discreti. Da segnalare la presenza della localizzazione in italiano per interfaccia e sottotitoli, con le voci invece disponibili soltanto in spagnolo e in inglese.
| In conclusione…
Era davvero difficile aspettarsi che Beat The Champions potesse imporsi come una vera alternativa ai ben più noti EA Sports FC e eFootball, vista la sua natura chiaramente arcade, ma il gioco presenta comunque diversi difetti piuttosto evidenti.
Nonostante tutto, il gameplay, pur con la terribile IA di cui vi abbiamo parlato e con il fatto che, alla lunga, basta affidare il pallone al giocatore con il tiro più potente per segnare, riesce anche a divertire, ma solo se affrontato nell’ottica del “faccio una partita e via”.
La presenza di Messi e di altri campioni della storia del calcio argentino non basta però a invogliare il giocatore a immergersi completamente in un gioco che potrebbe interessare soprattutto ai veri appassionati o a chi non si lascia sfuggire produzioni di questo genere. Ed è un peccato, perché le basi ci sarebbero anche, ma sono state sfruttate male.
Nota bene: la recensione è stata scritta prima del rilascio della patch del 12 giugno.
Giocato su PC. Ringraziamo Purple Play per la Press Copy.