Sword Art Online: Echoes of Aincrad si conferma uno degli adattamenti videoludici meglio riusciti di Bandai Namco, pur non riuscendo a evitare alcuni limiti tipici dei moderni JRPG.
Disponibile su PS5, Xbox Series X|S e PC, il gioco introduce una delle novità più significative mai viste nella serie: per la prima volta il giocatore non interpreta Kirito, ma un avatar completamente personalizzabile, offrendo una prospettiva inedita sugli eventi di Aincrad.
| Vivere la tragedia da un altro punto di vista
La storia di Echoes of Aincrad reinterpreta gli eventi della prima stagione dell’anime attraverso gli occhi di un giocatore qualunque. Dopo una breve introduzione alla fase beta del gioco e ai nuovi personaggi, si consuma il celebre inganno di Akihiko Kayaba: i 10.000 utenti restano intrappolati nel VRMMORPG, dove la morte nel gioco equivale a quella reale.
Osservare questa tragedia dalla prospettiva di un comune avventuriero restituisce un senso di fragilità e incertezza che si era perso nei capitoli precedenti. Sebbene Kirito, Asuna e altri protagonisti storici compaiano regolarmente, non sono più il fulcro della narrazione.
La storia si concentra sui primi due piani di Aincrad, esplorando temi come la sopravvivenza, la scarsità di risorse e la collaborazione per affrontare una situazione senza via d’uscita.
| I limiti di una narrazione confinata
La decisione di ambientare Echoes of Aincrad solo nei primi due livelli del castello si rivela controversa. Sebbene approfondire i primi mesi della prigionia fosse interessante, la trama fatica a mantenere il ritmo: l’impossibilità di avanzare verso nuovi piani costringe la storia a dilungarsi in sottotrame deboli e contenuti accessori che aggiungono poco alla serie.
Questa limitazione impedisce anche di sviluppare in modo soddisfacente l’evoluzione psicologica dei personaggi nel lungo periodo. I rapporti tra il protagonista e i comprimari procedono a rilento, mentre molti dialoghi finiscono per ripetere sempre gli stessi temi.
Di conseguenza, il senso di crescita e conquista che caratterizzava l’ascesa attraverso Aincrad svanisce: più che in un viaggio epico, sembra di muoversi in uno spazio narrativo ristretto.
| Combattimenti dinamici e uno Switch efficace
Sul piano del gameplay, Sword Art Online Echoes of Aincrad offre un sistema di combattimento in tempo reale solido, veloce e ricco di possibilità. Il giocatore può sperimentare numerose tipologie di armi e sviluppare il proprio stile di combattimento grazie a un ricco albero delle abilità. Il vero punto di forza, però, è la nuova interpretazione della meccanica di Switch.
A differenza dei capitoli precedenti, in cui il cambio del partner era affidato a un comando con tempo di ricarica, qui si attiva con una schivata perfetta. L’alleato subentra immediatamente, attirando il nemico e permettendo devastanti contrattacchi combinati.
La progressione è inoltre strettamente legata al crafting e alla raccolta dei materiali. Migliorare equipaggiamenti e accessori diventa fondamentale per affrontare i boss più impegnativi. Per chi è alla ricerca di una sfida estrema, è presente anche una modalità “Death Game”, nella quale la morte del personaggio comporta la cancellazione definitiva del salvataggio.
| Quando la ripetitività spegne l’entusiasmo
Nonostante la qualità del combat system, Sword Art Online: Echoes of Aincrad evidenzia presto uno dei difetti più comuni del genere. Dopo le prime ore, la struttura delle attività diventa prevedibile: si accetta una missione dalla bacheca, ci si reca nell’area designata e si eliminano grandi quantità di nemici per recuperare materiali o completare obiettivi generici.
Le missioni secondarie soffrono particolarmente di questa impostazione. Molte si limitano a incarichi poco ispirati, come consegnare oggetti, raccogliere risorse o riaffrontare creature già incontrate più volte. Il risultato è un grinding continuo che spesso rallenta la progressione.
Invece di premiare l’abilità del giocatore, il titolo impone lunghe sessioni di combattimento per aumentare statistiche ed equipaggiamento prima di affrontare i boss più impegnativi.
| Esplorazione: tante limitazioni, poca libertà
Se il sistema di combattimento convince, l’esplorazione resta l’aspetto più debole della produzione. Echoes of Aincrad non adotta una struttura open world, ma propone delle macro-aree semi-aperte che si sbloccano avanzando nella campagna. Tuttavia, queste zone risultano spesso limitate da muri invisibili e ostacoli che ne riducono la libertà di movimento.
Anche la varietà degli ambienti risente della scelta di concentrarsi soltanto sui primi due piani di Aincrad. Le aree visitabili alternano principalmente foreste, paludi e regioni desertiche, offrendo una diversità inferiore rispetto a quella attesa da un mondo ispirato a un MMORPG.
Pur presentando dungeon ben strutturati e alcuni segreti interessanti, le mappe risultano poco vive, complice la scarsità di attività secondarie e NPC privi di una funzione interattiva.
| Una direzione artistica fedele all’anime
Dal punto di vista tecnico, Game Studio Inc. ha svolto un lavoro più che convincente, pur senza raggiungere livelli di eccellenza. Gli scenari sono ampi, colorati e fedeli all’estetica dell’anime, mentre su PC e console di nuova generazione il gioco mantiene generalmente una fluidità stabile intorno ai 60 fps, garantendo un’esperienza di gioco sempre piacevole e reattiva.
I personaggi principali beneficiano di modelli ben curati e animazioni spettacolari, soprattutto durante l’utilizzo delle abilità speciali. Meno convincente, invece, il lavoro svolto su nemici secondari e scenari, che mostrano talvolta texture poco dettagliate ed elementi ripetuti.
Buono il comparto audio, grazie al doppiaggio originale in giapponese e a una colonna sonora orchestrale che accompagna efficacemente momenti drammatici e scontri contro i boss.
| In conclusione…
Nonostante alcuni evidenti limiti, Echoes of Aincrad rappresenta comunque un passo avanti rispetto ai precedenti adattamenti videoludici del franchise, valorizzato da un combat system solido e dalla possibilità di vivere la saga di Aincrad da una prospettiva inedita.
La presenza di un protagonista personalizzabile e alcune idee valide non bastano però a compensare una struttura fin troppo ripetitiva, un’esplorazione poco incisiva e una progressione spesso rallentata dal grinding, elementi che finiscono per limitare il coinvolgimento.
Per i fan dell’opera di Reki Kawahara può comunque rappresentare un’esperienza interessante, soprattutto per il modo in cui reinterpreta gli eventi iniziali di Aincrad. Chi è alla ricerca di un action RPG più completo e coinvolgente potrebbe trovare proposte migliori.
Giocato su PC. Ringraziamo Bandai Namco per la Press Copy.
Sword Art Online: Echoes of Aincrad su PC - Valutazione Finale
Sviluppatore: Game Studio.
Editore: Bandai Namco Entertainment.
Data di Uscita: 10 luglio 2026.
Piattaforme: PC, PS5 e Xbox Series X.
Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale del gioco.
Pro
- Animazioni di combattimento curate
- Scontri dinamici grazie allo Switch
- Nuova prospettiva sulla storia
Contro
- Dungeon esteticamente poco curati
- Grinding estremo obbligatorio
- Open Map gestita male
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Storia 6.0
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Gameplay 6.5
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Grafica 6.5
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Audio 7.0
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Divertimento 6.0
