Cairn è il nuovo progetto di The Game Bakers, team indipendente francese già apprezzato per Furi e Haven, e rappresenta un cambio di rotta tanto audace quanto affascinante. Disponibile da oggi su PC e console, il gioco si presenta come un simulatore di arrampicata survival che mette al centro la fisicità del gesto, la pianificazione e la tensione costante della scalata.
Già dai primi minuti di gioco è chiaro che non si tratta di un’esperienza accomodante: Cairn richiede attenzione, pazienza e rispetto per la montagna, proponendo una sfida che rinuncia a ogni forma di eroismo facile per concentrarsi su fatica, rischio e controllo. Abbiamo avuto il piacere di provarlo in anteprima e siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni.
| Verso la vetta inesplorata
Vestendo i panni di Aava, un’arrampicatrice esperta, il giocatore deve affrontare la scalata del Monte Kami, vetta ancora inesplorata e avvolta da un’aura quasi mitologica. La narrazione si sviluppa in modo delicato, accompagnando l’ascesa con incontri inattesi e le voci di chi ha tentato l’impresa prima di noi, rendendo la montagna un luogo ricco di memoria.
Cairn racconta una storia intima e silenziosa, in cui l’isolamento e la determinazione diventano protagonisti tanto quanto la roccia stessa. Più si sale, più emerge il tema centrale del gioco: il sacrificio. Non solo quello fisico, ma anche quello personale, mentre Aava, insieme al giocatore, si interroga su quanto sia disposto a perdere pur di raggiungere la cima.

| Un’arrampicata simulativa
Cairn propone un’esperienza di arrampicata orientata alla simulazione, in cui ogni movimento conta. Il giocatore è libero di scalare praticamente qualsiasi superficie, analizzando la parete rocciosa e scegliendo come e dove posizionare mani e piedi. La progressione non è guidata da percorsi prestabiliti, ma dalla capacità di leggere l’ambiente e pianificare l’itinerario.
Il sistema di controllo punta su comandi semplici ma richiede attenzione a postura, equilibrio e livello di sforzo, con il rischio costante di perdere la presa e cadere. Il sistema di arrampicata funziona bene ed è tutto sommato facile da apprendere, ma spesso restituisce pose poco credibili – gambe che si intersecano in modo innaturale – seppur divertenti da vedere.

| Tra risorse, rischio e difficoltà
Cairn include anche una componente gestionale curata: bisogna amministrare le risorse, cercarne di nuove e scegliere con attenzione cosa portare nello zaino, la cui capacità è limitata. Questo obbliga il giocatore a usare con criterio chiodi, attrezzatura e materiali di sopravvivenza, trasformando ogni sezione della montagna in una sfida tattica oltre che fisica.
La difficoltà è regolabile e pensata per adattarsi a stili di gioco diversi: sono disponibili tre livelli, che vanno dalla modalità “Esploratore”, più narrativa e assistita, a quella “Alpinista”, più bilanciata, fino alla difficoltà massima, “Free Solo”, senza alcun tipo di aiuto e con morte permanente, consigliata solo agli amanti delle sfide più ardue. Qui le differenze tra i tre livelli.

| Un’esperienza visiva e sonora ispirata
Il comparto artistico rappresenta uno degli elementi più riusciti di Cairn. A livello grafico, siamo rimasti colpiti dalle ambientazioni e dall’uso del colore: la palette cromatica varia in base agli ambienti e alle condizioni climatiche, rendendo ogni tratto della montagna visivamente distinto. I personaggi, invece, sono raffigurati con uno stile più semplice ma coerente.
Ottima la colonna sonora, composta da musiche rilassanti ed evocative che accompagnano l’ascesa senza mai risultare invasive (consigliamo di recuperare la soundtrack dalla pagina del gioco su Steam). A livello di prestazioni, il titolo gira fluido su PC di fascia media, garantendo un frame rate stabile e un’esperienza tecnica complessivamente solida.

| In conclusione…
Cairn conferma The Game Bakers come uno studio capace di innovare con coraggio, offrendo un’esperienza che va ben oltre il semplice gameplay. La scalata diventa un equilibrio tra strategia, resistenza e cura dei dettagli, mentre ogni tratto della montagna e ciò che la circonda trasmette emozioni e un’atmosfera coinvolgente che accompagna il giocatore.
Nonostante la difficoltà e le sfide costanti, il titolo premia pazienza e precisione, offrendo un’esperienza intensa, immersiva e memorabile. Va sicuramente riconosciuto allo studio il merito di aver proposto tre livelli di difficoltà, studiati per adattarsi a diversi stili di gioco e livelli di esperienza, rendendo l’avventura accessibile sia ai neofiti sia ai giocatori esperti.
Giocato su PC. Ringraziamo The Game Bakers per la Press Copy.