In The 18th Attic – Paranormal Anomaly Hunting Game ogni angolo nasconde qualcosa di inquietante. Lo sviluppatore indipendente maltese dietro il progetto ha realizzato un’esperienza lenta e attenta, in cui sono i dettagli a guidare il giocatore: un horror psicologico che cresce gradualmente, mantenendo viva la tensione in ogni momento.
Abbiamo già avuto modo di esplorare il lavoro di questo sviluppatore con The Stairway 7 (rilasciato il 24 maggio 2024), un horror psicologico che condivide alcune meccaniche con la sua nuova produzione. In questa nostra recensione vedremo come il gameplay sia cambiato e cosa The 18th Attic abbia da offrire agli appassionati del genere.
| Fotografare l’orrore, riscoprire il passato
In The 18th Attic, il giocatore veste i panni di un uomo intrappolato in una soffitta, in compagnia del suo gattino. Armato solo di una macchina fotografica istantanea e di un accendino per illuminare l’ambiente, dovrà individuare e immortalare anomalie paranormali scattando loro delle foto. Attraverso le fotografie, il giocatore scopre frammenti dei ricordi dell’uomo, rivelando i segreti della sua vita e della misteriosa soffitta.
Non tutte le anomalie sono innocue: alcune possono anche attaccare o ingannare il giocatore, rendendo necessario osservare attentamente l’ambiente. La narrazione si sviluppa in un loop psicologico in cui il protagonista deve confrontarsi con le proprie paure più profonde e i suoi ricordi. Nel complesso, la storia funziona, ma l’assenza di flashback visivi dei ricordi limita in parte l’impatto immersivo, riducendo in parte la tensione narrativa.
| Fotografia, tensione e sopravvivenza
In The 18th Attic il cuore del gameplay sta nell’individuare anomalie paranormali e fotografarle con la macchina istantanea, un gesto che sblocca frammenti di ricordi e fa avanzare la storia. La progressione è ben calibrata: quando non ci sono presenze, si può procedere liberamente, mentre documentare ogni anomalia aggiunge un tocco di sfida e suspense. Un’esperienza lenta, riflessiva e immersiva, che premia l’osservazione senza risultare frustrante.
La gestione delle risorse risulta cruciale: le pellicole sono limitate e fotografare senza alcun criterio può compromettere seriamente la partita. Anche la salute va monitorata, perché alcune anomalie sono aggressive e possono infliggere danni. Ogni scatto conta e mantiene il giocatore sempre vigile: se non si centra bene l’anomalia, si rischia di sprecare preziose pellicole, quindi è importante avvicinarsi abbastanza all’obiettivo per evitare falsi esiti negativi.
| Modalità di gioco e difficoltà
Il gioco propone due modalità: la Modalità Storia, ideale per chi vuole vivere l’esperienza senza troppe pressioni, e la Modalità Inseguimento, pensata per chi cerca una sfida più intensa, almeno secondo quanto scritto dallo sviluppatore. Nella pratica, però, le modalità sono quasi identiche e la difficoltà non aumenta in modo significativo. L’unica differenza è che alcune anomalie possono risvegliarsi e dare la caccia al giocatore durante l’esplorazione.
The 18th Attic ha una durata di circa un’ora, forse poco più, per la campagna in Modalità Storia. La modalità alternativa offre comunque un buon incentivo a rigiocare il titolo, almeno per una seconda run. Il livello di difficoltà risulta soggettivo e dipende anche dall’attenzione che il giocatore dedica alla ricerca delle anomalie. Alcune sono più evidenti, altre meno, ma nel complesso ci è sembrato tutto abbastanza equilibrato.
| Grafica, audio e prestazioni
The 18th Attic presenta un comparto grafico solido, dominato da colori cupi ed effetti di luce e ombra che esaltano l’atmosfera horror del gioco. La resa degli ambienti è ottima, pur non essendo estremamente dettagliata, e contribuisce a creare una tensione costante durante l’esplorazione. Il sound design accompagna l’esperienza con effetti sonori convincenti, contribuendo a rafforzare l’atmosfera e la percezione delle anomalie.
Sul fronte prestazioni, su un PC di fascia media (Ryzen 5 5600 e RTX 3070) il gioco gira in modo fluido anche con i settaggi al massimo, con cali di frame rate rari e poco invasivi. L’esperienza risulta quindi stabile anche su macchine non recenti. A livello di localizzazione, il titolo offre l’italiano per interfaccia e sottotitoli, ma con alcune imprecisioni: sono presenti errori di traduzione e diverse frasi rimaste in inglese nonostante la lingua impostata sia italiana.
| In conclusione…
The 18th Attic conferma il talento dello sviluppatore maltese nel creare horror psicologici lenti e ben calibrati. Il titolo combina esplorazione, fotografia e tensione in modo efficace: ogni scatto conta, ogni dettaglio può rivelare qualcosa di nuovo, e il loop narrativo costruisce un’atmosfera inquietante senza ricorrere a facili spaventi.
Pur con qualche limite nella resa dei ricordi legati alla storia – avremmo voluto che fossero più immersivi – e alcune imprecisioni nella localizzazione, il titolo offre un’esperienza breve ma intensa, che premia l’osservazione e mantiene il giocatore sempre sulle spine. The 18th Attic si conferma dunque un buon titolo, perfetto per chi ama gli horror psicologici.
Sviluppatore: Steelkrill Studio. Editore: Steelkrill Studio. Data di Uscita: 23 Gennaio 2026. Piattaforme: PC.
Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale del gioco.
Sin da bambino ho coltivato una grande passione per i videogiochi, la musica, la fotografia e lo sport. Il mio primo contatto con il mondo videoludico risale a The Lion King su Game Boy Pocket, un’esperienza che ha acceso in me una curiosità destinata a crescere. Con il tempo, questo interesse si è ampliato abbracciando le console di casa Sony, Microsoft e Nintendo.